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E'
stato lo stesso autore John Ball che in una famosa intervista disse:
"Ho creato il mio Sherlock Holmes, il piu' brillante agente degli
anni '60". E' in questa insolita frase che si puo' descrivere la
grande figura dell'ispettore Virgil Tibbs, nato negli Stati
Uniti nel 1965 ad opera non di uno scrittore qualsiasi ma addirittura
dell'ex direttore delle relazioni pubbliche dell'Istituto di Scienze
Spaziali Americano. Un uomo cosi' importante nella societa' non
poteva che creare un detective che avrebbe spopolato l'intero "pianeta"
nel giro di poche settimane. Detto, fatto. Gia' nel 1966 Ball venne
insignito di premi in tutto il mondo come creatore del miglior libro
poliziesco straniero nonche' prima avventura dell'ispettore Tibbs:
"La calda notte dell'ispettore Tibbs". Tibbs e' il piu' famoso ispettore
della polizia di Pasadena, California; e' in questa citta' che Tibbs
svolge la maggior parte delle sue indagini, pero' per uno strano
scherzo del destino, nel primo romanzo e' addirittura il maggior
indiziato per un omicidio avvenuto in una cittadina degli Stati
Uniti. Non bisogna dimenticare che Tibbs e' uno dei pochi detective
di colore della letteratura e il contesto in cui opera e' posto
in ambienti in cui il razzismo era ancora molto accentuato e in
cui la figura dei neri era spesso collegata all'idea della parte
"cattiva" della societa'. Invece l'ispettore Tibbs combatte contro
il male e contro i pregiudizi, risolve brillantemente il caso e
alla fine viene addirittura osannato dalla polizia locale che poco
prima lo aveva incriminato. Ma d'altronde Tibbs e' un uomo che tutti
noi potremmo invidiare, coltissimo, intelligente, amante di molte
arti, tra cui la musica ed e' anche cintura nera di karate. Essenzialmente
scrupoloso nel suo lavoro, cerca di valutare tutti i fatti e le
possibili soluzioni del caso senza omettere nulla che potrebbe rivelarsi
una buona pista. Come i piu' grandi investigatori, Tibbs prova pieta'
per i deboli e piu' di una volta sottolinea il suo rancore verso
i malviventi che vivono nella sua citta', e' pur vero che i criminali
di cui si occupa sono ben lontani dai classici assassini inglesi
che utilizzano l'arsenico nel caffe' della vittima; insomma John
Ball diede una ventata di novita' nel poliziesco americano senza
pero' dimenticarsi anche della tradizione che vedeva il romanzo
giallo statunitense come un libro spesso incentrato in sparatorie,
inseguimenti e via dicendo. I romanzi dell'ispettore Tibbs sono
editi in Italia da Mondadori che li pubblico' piu' volte anche grazie
al successo del film con Sidney Poitier del 1967 che vinse addirittura
cinque premi Oscar.
Alcuni
appassionati di telefilm polizieschi avranno visto sicuramente qualche
puntata della serie "Un detective in corsia", una recente produzione
americana che narra le vicende di un dottore alla prese con delitti
piu' o meno feroci che solo lui riesce a risolvere. E se vi dicessi
che l'idea del dottore detective ha ben 92 anni di storia alle spalle,
vi meravigliereste? Eppure nella lontana Gran Bretagna del 1907
nacque, ad opera di Richard Austin Freeman, il celeberrimo dottor
Thorndyke, il piu' famoso medico-investigatore della letteratura
poliziesca. Protagonista di 21 romanzi e 40 racconti scritti tra
il 1907 e il 1942, il dottor Thorndyke non soltanto riusci' a raggiungere
una ragguardevole fama come medico, ma il suo nome era legato al
crimine quasi quanto quello del suo connazionale piu' famoso: Sherlock
Holmes. Ecco come viene descritto dal suo geniale autore: "Il dottor
Thorndyke, medico e avvocato, era celebre nelle questioni di giurisprudenza
medica. Lui sapeva tutto quello che era possibile sapere, riguardo
ai magistrati e alle inchieste. Non era soltanto un uomo di legge:
la patologia e la medicina in generale non avevano segreti per lui...Un
aspetto distinto e molto elegante, sicuramente un bell'uomo". Cosi'
sin dalla prima indagine che lo vede coinvolto (si tratta di The
red thumb mark ovvero L'impronta scarlatta), Thorndyke si dimostra
un grande conoscitore dell'analisi scientifica del caso, niente
possibili sotterfugi, il crimine e' come un paziente malato che
dev'essere analizzato in tutta la sua interezza e attraverso la
sperimentazione scientifica (in questo caso abbiamo un uso abbondante
di elementi classici del giallo: impronte digitali, macchie sospette,
lenti d'ingrandimento, liquidi velenosi, ecc) si puo' trovare la
cura o per meglio dire la soluzione del mistero. E pensare che nella
prima indagine che il dottor Thorndyke porta a buon fine, non abbiamo
nessun cadavere, solo un furto incredibile di cui nessuno riesce
a comprendere il motivo. E' naturale che l'impostazione di questo
tipo di romanzo e' tutta contro il lettore che non puo' neanche
provare a risolvere il caso senza l'aiuto degli indizi che Thorndyke
trova lungo il corso delle indagini; lui sa tutto e tutto puo' essere
trovato ma questo suo empirismo e' utile esclusivamente per lui
stesso visto che spesso noi sappiamo importanti informazioni quando
il colpevole e' gia' stato smascherato. Un piccolo accenno e' doveroso
verso i collaboratori del dottor Thorndyke, Christopher Jervis,
medico nonche' suo aiutante e biografo, Nathaniel Polton, assistente
e maggiordomo di casa Thorndyke che per la cronaca si trova a Londra
in King's Bench Walk. Alcuni gialli del dottor Thorndyke sono stati
pubblicati dalla Mondadori Editore, purtroppo l'intera serie e'
praticamente introvabile in Italia.
Durante
la nostre incursioni nella vita degli investigatori piu' famosi,
abbiamo visto detectives di tutti i tipi, professionisti, amatori,
dottori e avvocati, spie e poliziotti piu' o meno affascinanti,
pero' non abbiamo mai incontrato un prete detective; almeno fino
ad oggi. Infatti non posso dimenticare di parlarvi un po' di Padre
Brown, uno straordinario personaggio nato nel 1910 in Gran Bretagna
ad opera di Gilbert Keith Chesterton. Padre Brown e' un prete cattolico
che suo malgrado si trova spesso coinvolto in delitti e misteri
incredibili ai quali pero' riesce sempre a dare una spiegazione,
soprattutto grazie alla sua incredibile deduzione. "Aveva il volto
rotondo e inespressivo come gli gnocchi di Norfolk, gli occhi incolori
come il mare del Nord, ...avrebbe destato la compassione di chiunque";
con questa frase si apre la descrizione di Padre Brown ad opera
del suo autore; certo, immaginandoselo cosi' ci sorge il dubbio
che questo preticello non sia poi un grand'uomo. Eppure durante
le sue avventure, pubblicate in Italia da Rizzoli, dalle Edizioni
Paoline e dalla Piemme Editore, scopriamo un lato di Padre Brown
veramente incredibile: la sua conoscenza del crimine si puo' eguagliare
a quella di Poirot o Sherlock Holmes mentre il suo metodo d'indagine
e' molto piu' insolito e originale. Ma in cosa consiste la sua tecnica
investigativa? Lascio che sia lo stesso prete a dirlo: "Io cerco
di immedesimarmi nell'uomo mettendomi nei suoi panni e aspetto ad
agire finche' non mi rendo conto di essere diventato io stesso un
assassino, di avere i suoi pensieri e le sue passioni, finche' non
mi sono calato nei suoi problemi e nei suoi odi. Solo quando mi
sento sicuro di provare gli stessi sentimenti dell'assassino, allora,
naturalmente, scopro chi e'" E' certo che l'astuzia di Padre Brown
e' veramente incredibile, pero' non si puo' dire altrettanto della
forza fisica; per compensare questa mancanza, il nostro pretino
e' spesso aiutato nelle indagini dal famoso Flambeau, un ex-ladro
internazionale che Brown conosce nella sua prima avventura, "La
croce azzurra" e che diventera' il suo assistente di fiducia. Padre
Brown ebbe subito una grandissima popolarita' sia in patria che
all'estero; venne utilizzato in Italia per girare una serie di cinque
sceneggiati tra il 1970 e il 1971 in cui Renato Rascel interpretava
Padre Brown e Arnoldo Foa' il fedele Flambeau.
Tanto
recente quanto famoso, il Commissario Salvo Montalbano debutta
nel 1994 nel romanzo ''La forma dell'acqua'' grazie all'estro creativo
dello scrittore siciliano Andrea Camilleri. Commissario della fittizia
citta' di Vigata, Montalbano ha quasi 46 anni nel romanzo ''La voce
del violino''. Rimase orfano di madre da piccolo, poi da giovane
fece una lunga gavetta con molti trasferimenti fino ad ottenere
il suo posto attuale a Vigata. Non risolve i casi con processi razionali
alla Sherlock Holmes, ma con intuizioni istantanee: la verità
gli arriva come una rivelazione, poi ci pensa lui a ricostruire
con intelligenza ogni misfatto. Brusco, talvolta scorbutico, ma
dotato di un'irresistibile carica di umanità e di ironia,
e' un funzionario integerrimo che, per le sue indagini, si avvale
della collaborazione di altri personaggi come lo zelante Fazio,
il chiacchierone Jacomuzzi e il brillante Mimi' Augello,ma spesso
anche del giornalista di Retelibera Nicolo' Zito e dell'amica Ingrid,
bella svedese conosciuta nel corso della prima indagine ''letteraria''.
Ha un'eterna fidanzata ligure, Livia, ama bere e mangiare bene,
girare seminudo per casa dopo un bagno a mare, leggere libri di
Proust, Simenon, Musil e, tra gli altri, del suo ''omonimo spagnolo''
Montalban. Il commissario di Vigata, inoltre, e' tradizionalista,
meteoropatico e non sopporta la burocrazia. I gialli con Montalbano
vengono pubblicati dalla Mondadori e dalla Sellerio editore. Apprezzatissima
dal pubblico e dallo stesso Camilleri l'interpretazione televisiva
di Montalbano che vede nei panni del commissario un bravissimo Luca
Zingaretti.
-
- Il
Tenente Colombo, Columbo nella versione originale, nasce
nel 1967 dalle fervide menti di Richard Levinson e William Link,
ideatori, tra l'altro, delle serie di successo "La signora in
giallo" e "Ellery Queen". Riscuote subito un grande successo tant'è
che, dopo due episodi pilota, sono state fatte due diverse serie:
dal 1971 al 1978, e dal 1989 al 1998, quest'ultima con cadenze
non regolari. È indiscutibile il successo che ha ottenuto,
ha ricevuto 9 emmies (tra cui 5 a Peter Falk, l'unico volto televisivo
di Colombo), è sbarcato anche al cinema e da più
di trent'anni è un mito indiscutibile della televisione.
Vari sono i particolari che caratterizzano la figura di Colombo:
il sigaro, l'impermeabile beige, l'uovo sodo che porta sempre
nel tasca del cappotto, la "signora Colombo"(non meglio identificata)
che non è mai apparsa sullo schermo, la sua macchina: una
Peugeot 403 marrone del '59, e il suo cane, un basset-hound di
nome "cane". E vari sono anche gli aspetti che caratterizzano
il suo metodo investigativo. Egli è un uomo pacifico che
ha una diffidenza innata per le armi da fuoco e che, con il suo
aspetto sornione, riesce a far sì che il colpevole non
si senta attaccato da lui, per poi sferrare il suo attacco finale.
È proverbiale la sua frase: "Ci sarebbe un'ultima domandina."
Recentemente sono anche stati scritti dei romanzi con protagonista
Colombo: "Provaci una volta" e "Delitto a Hollywood" di William
Harrington, editi dalla Mondadori.
E per ultimo, ma non meno importante, mi sembra giusto citare anche
il nome di uno scrittore italiano che tanto ha dato e continua a dare
al giallo italiano: Carlo Lucarelli. Lucarelli non è soltanto
un talento nel campo dei delitti, campo che tutti noi approviamo nel
suo genere letterario; è anche uno degli scrittori italiani piá apprezzati
all'estero, in Francia al primo posto. I romanzi di Lucarelli non
sempre hanno un detective fisso, anche se sono conosciutissimi il
Commissario De Luca che indaga durante la seconda guerra mondiale
o il sovrintendente Coliandro. E' noto l'interesse che Carlo prova
per la prima metà del secolo scorso, periodo fascista, tempo in cui
sono ambientati alcuni dei suoi piá originali romanzi. Dovendo scegliere
possiamo citare "Indagine non autorizzata", "Via delle oche", "Il
giorno del lupo" e "L'isola dell'angelo caduto". Non dimenticando
ovviamente altre opere come "Autosole" e "Mistero in blu". Lucarelli
è inoltre il coordinatore della rivista telematica Incubatoio 16 oltre
che cantante in un complesso post punk. Per finire è da menzionare
la sua conduzione del programma Blu Notte, sulle tracce di oscuri
omicidi irrisolti e assassini mai scoperti, una sorta di romanzo giallo
nella realtà! |