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Fai o leggi le recensioni
sulle opere della regina del giallo
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| LIBRO |
Il
mistero del treno azzurro |
| AUTORE |
RaimondoMele@libero.it |
| RECENSIONE |
Questo
romanzo, per primo, diede piena consapevolezza all'autrice del suo
ingresso nella professione di scrittrice. Scrivere non sarebbe stato
più solo un piacere ma piuttosto un vero e proprio lavoro e come tale
avrebbe imposto le sue regole. La trasformazione da scrittrice dilettante
a professionsita ha probabilmente a che fare con un alquanto innato
pragmatismo britannico e con il senso di responsabilità verso una
figlia ancora piccola da mantenere. Il Mistero del Treno Azzurro (
the Mistery of the Blue Train - 1928 ) venne scritto durante un soggiorno
della Christie e di sua figlia alle Canarie . La madre di lei era
già morta lasciandole un gran vuoto e a ciò si era aggiunta la fine
del matrimonio con Archibald Christie, che aveva costituito una certezza
per ben 12 anni della sua vita, e quindi l' approssimarsi di un futuro
economico tutt' altro che roseo per lei e la bambina. Fu uno dei romanzi
meno amati dall' Autrice che lo considerava poco più di un buon prodotto
per l' editore. Riscosse infatti un notevole successo di vendita a
conferma di una legittimazione popolare di cui forse la futura Lady
Agatha già non aveva più bisogno. La storia si incentra intorno ad
un misterioso delitto di una giovane miliardaria americana, con al
seguito sparizione di preziossimi rubini, appartenuti addirittura
a Caterina la Grande, commesso in uno scompartimento di prima classe
del celebre " Treno Azzurro" che viaggia da Londra a Nizza, portando
con sé miliardari e ballerine, gentildonne e giocatori , e non ultimo
anche il nostro infallibile segugio: Hercule Poirot. L' inizio della
narrazione mostra un tipico dramma familiare a forti tinte: un matrimonio
praticamente fallito tra la figlia di un noto magnate americano e
il rampollo squattrinato di una aristocratica famiglia inglese. L'
intervento del padre di lei che cerca di pervenire a un divorzio senza
troppo clamore, pronto a mettere mano al portafogli in favore di una
discreta buonuscita viene sprezzantemente rifiutato dal genero. La
rivelazione che una vecchia passione giovanile creduta morta e sepolta
viene invece scoperta di nuovo attuale e presente. La figura esotica
di un vecchio antiquario greco, specialista in pietre preziose e ben
noto per la sua grande discrezione, a tratti patriarcale e benigno
a tratti avido e pericoloso. Un gentiluomo misterioso, sedicente Conte,
al cui fascino le donne sembrano soccombere. Un omicidio commesso
sullo stesso treno, diretto a Nizza, su cui viaggia Hercule Poirot.
Il passo che porta all' indagine è breve. La storia si svolge quindi
tra interrogatori, più o meno ufficiali, e raccolte di indizi, un
po' al sole della riviera un po' nella grigiore londinese, mentre
il nostro piccolo genio mette a posto tutti i fatti, anche i più piccoli,
incasellandoli logicamente uno ad uno ciascuno al suo posto. Le componenti
sceniche sono tipicamente Christiane o comunque riportano in luce
le simpatie e le preferenze dell' autrice riguardo: - Il treno, amato
compagno di viaggio e fonte di molteplici stimoli per una fantasia
fertile quanto quella che ben conosciamo - I misteriosi rubini trafugati
che inducono un profumo di paesi lontani e di avventure esotiche.
- La presenza tra i personaggi di una giovane donna inglese, portatrice
di sano buon senso, romantica quanto basta, intelligente, equilibrata,
in grado di muoversi sullo sfondo di un delitto e convivere sulla
scena con personaggi quanto meno discutibili senza minimamente confondersi.
- Il sole della riviera, destinazione felice dei momenti di relax
di aristocratici, milionari e avventurieri. Posteriore al racconto
" L'espresso per Plymouth" (1923), di cui sviluppa in forma di romanzo
lo stesso tema dando vita persino a personaggi molto simili, e antesignano
del più celebre " Assassinio sull' Orient Express" (1934), di cui
non possiede l'intreccio né le atmosfere indimenticabili, il " Mistero
del Treno Azzurro " ci regala comunque un Poirot in grande forma,
più che mai deciso a contrastare il male. Un lavoro onesto e godibile,
insomma, ad opera di una Maestra che, tutto sommato, non ci delude
mai. |
| LIBRO |
Giorno
dei morti |
| AUTORE |
ladyboy@libero.it |
| RECENSIONE |
Pubblicato
nel 1944, Giorno dei morti (nella versione originale ''Sparkling cyanide'',
ossia ''Cianuro spumeggiante'') e' uno dei romanzi della Christie
che non presenta alcun personaggio fisso, ma non per questo risulta
deludente, anzi, avvince il lettore fino all'ultima pagina. Il fatto
che manchi il detective fa si che l'autrice catalizzi la propria attenzione
sui personaggi,mattendo in evidenza le loro caratteristiche, il loro
comportamento e i loro legami, sicche' l'opera alla fine risulta essere
un vero e proprio giallo psicologico con i fiocchi,in cui vengono
messi in evidenza e si rivelano determinanti i sentimenti dei protagonisti,
ma il cui finale non manchera' d'essere logico e peraltro intuibile
(ma non troppo) grazie ad una serie di indizi disseminati in alcuni
capitoli. Agatha Christie, inoltre si conferma magistrale creatrice
di atmosfere inquietanti.
In quest'opera, infatti, in seguito a delle lettere anonime, sei persone
si ritrovano a sospettare di aver assistito ad un omicidio undici
mesi prima, anziche' ad un suicidio. Comincia allora un'allucinante
ricostruzione della vicenda caratterizzata da drammatici flashback
(realizzati con piglio sicuro ed abilita'), tensioni, intrighi e passioni
miscelati superlativamente in modo da conferire al romanzo l'atmosfera
di cui parlavo prima, momenti intensi ed emozionanti che non assumono
mai toni troppo melodrammatici.
Equilibrato e brillante: un romanzo da tenere d'occhio. |
| LIBRO |
La
mia vita |
| AUTORE |
disco@netsys.it
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| RECENSIONE |
Anche
se non si tratta di uno dei tanti romanzi di Agatha Christie, ma della
sua autobiografia è ritenuto da molti il suo migliore romanzo. Ed
è proprio cosè. Si tratta di circa seicento pagine piene di ricordi:
un vero e proprio viaggio nella memoria, un flusso continuo di reminiscenze
talvolta con una vena nostalgica. Persone e luoghi riaffiorano nella
memoria della scrittrice ininterrottamente. Il suo ricordo è lucido,
nitido come se non fossero passati molti anni dai giorni della sua
spensierata infanzia, dal giorno del suo matrimonio con Archibald
Christie o dai tanti viaggi che fece intorno al mondo. Il libro oltre
ad essere una grande testimonianza della vita della scrittrice ( a
parte la sua scomparsa che non viene neppure accennata "..ho ricordato
quello che volevo ricordare" afferma la Christie) è anche una riconferma
della bravura ; lo stile è talmente appassionante che come nei suoi
gialli il lettore non vede l'ora di giungere all'epilogo. L'autobiografia
contiene in sè anche parecchie " pillole di saggezza ", la
Christie ci appare una donna che ha vissuto una vita davvero eccitante,
una donna che con le sue esperienze è in grado di darci molti consigli
( " ..non tornate in un luogo dove siete stati felici se non lo fate
continuerà a vivere dentro di voi, ma se tornate l'incanto sarà distrutto
per sempre). Tra i ricordi piá cari nella memoria della Christie,
sicuramente quello che ricorda con piá nostalgia è la sua infanzia
e la sua casa ad Ashfield (" ed ecco che riaffiora nella mente sopra
a tutto il resto Ashfield" ). La Christie nella sua autobiografia
fa un bilancio della sua vita, in un certo senso diciamo che ne trae
la conclusione e il risultato appare essere un ritratto di una donna
felice, appagata, serena e pronta ad accettare il futuro. Le sue ultime
parole sono infatti di ringraziamento a Dio per l'amore e la felicità
che le ha donato; si considera una donna fortunata. Ma ritornando
al libro, abbiamo accennato al fatto di come la scrittrice non accenni
all'episodio della sua scomparsa, dei suoi "undici giorni mancanti
" di cui si sa davvero poco o nulla. Dopo questa sua ennesima esperienza
la scrittrice ha reso davvero la sua vita un romanzo intricato e velato
da un grande mistero. Cosa ha fatto durante quei giorni? Perchè
è scomparsa? Queste domande ce le poniamo ancora oggi poichè
la Christie ci ha lasciato con questo grande enigma forse il più
difficile e sicuramente irrisolvibile perchè non si tratta
di uno dei suoi tanti gialli ma del mistero della sua vita. "La mia
vita" è davvero il capolavoro della grande scrittrice inglese e vale
la pena leggerlo, ne sarete affascinati e incantati. |
| LIBRO |
Non
c'è piá scampo |
| AUTORE |
ladyboy@libero.it |
| RECENSIONE |
Realizzato
nel 1936, Non c'e' piu' scampo (''Murder in Mesopotamia'' nella versione
inglese) e' un'intricata vicenda ambientata nel Medio Oriente, come
accade per altri romanzi della Christie. Con inquietanti interrogativi
seminati qua e la' dall'autrice nelle prime pagine, in un climax di
tensione si arriva al delitto della protagonista, sul carattere della
quale si impernia l'analisi psicologica del delitto da parte di Poirot.
Un'azzeccata focalizzazione interna di uno dei personaggi dell'opera
(un'infermiera) permette alla Christie di tamponare la ''falla narrativa''
creatasi con l'assenza di Hastings come spalla di Poirot: un espediente
che contribuisce in diversi tratti a far agire il detective belga
in un determinato modo e ad utilizzare una pungente ironia che sarebbe
apparsa fuori luogo se utilizzata da Hastings. Le frequenti scene
dialogate, che si intensificano con l'entrata in scena di Poirot,
sono congegnate abbastanza bene, ma l'atmosfera sembra risentirne
negativamente perche', mentre da un lato la caratterizzazione della
vittima risulta ben riuscita, il fattore ambientale avrebbe potuto
costituire un elemento da sfruttare meglio. Il romanzo, talvolta prevedibile,
talvolta un po' improbabile, si trascina con qualche sussulto verso
il finale che si rivela interessante, ma non e' un vero e proprio
''botto finale''... come se fosse il riflesso del romanzo, piuttosto
positivo ma non annoverabile tra i capolavori di Agatha Christie. |
| LIBRO |
Nella
mia fine è il mio principio |
| AUTORE |
disco@netsys.it |
| RECENSIONE |
Nella
mia fine è il mio principio ( titolo originale dell'opera " Endless
Night " cioè Notte senza fine ). Questo ennesimo romanzo della Christie
è stato scritto nel 1967 e si tratta di uno dei suoi libri senza la
presenza di un personaggio " fisso " ( come Poirot, Miss Marple, Tommy
e Tuppence..). E' scritto in prima persona , dal protagonista del
romanzo un certo Michael Rogers. Proprio grazie a questo espediente
narrativo, la scrittrice crea un contatto particolare tra il lettore
ed il narratore, cosè che ci sentiamo ancora più coinvolti
e incuriositi dalla vicenda. La narrazione in prima persona inoltre
permette anche uno scavo interiore maggiore, molto più profondo
rispetto ad altri personaggi introdotti in terza persona. In questo
modo viviamo le emozioni e le sensazioni del protagonista con maggiore
intensità. Il romanzo esordisce proprio con la frase: " Nella mia
fine è il mio principio", davvero una frase curiosa ma che si addice
per un libro cosè intricato e misterioso. Il titolo originale significa
"Notte senza fine",ed è proprio nell'arco di una notte che la C.ci
svela la soluzione della vicenda. Infatti la storia sembra essere
inizialmente il racconto di una grande storia d'amore, quella tra
Michael e Ellie, ma la C. in pochi capitoli capovolgerà il tutto trasformando
la storia in un intricato giallo basato molto sulla psicologia e lo
studio dei personaggi. La vicenda appassiona il lettore perchè
è una storia d'amore, un amore e una passione che la C. abilmente
trasformerà in morte. La scrittrice ci fornisce indizi sparsi qua
e là ma non è facile giungere ad una soluzione finale poichè
il lettore rimane talmente affascinato dalla storia stessa che si
lascia sfuggire troppi indizi. L'inizio è un po' statico, lento, ma
poco dopo i primi capitoli il susseguirsi dei fatti prenderà un ritmo
sempre più incalzante. Il finale presenta un vero e proprio
colpo di scena, degno della grande e indiscussa scrittrice inglese.
All'interno del romanzo è presente un divario ossia la presenza di
due ambienti diversi che si oppongono: la città che è sinonimo all'inizio
di frenesia e la campagna che invece corrisponde a pace e tranquillità.
Ma dietro a questa apparente tranquillità si cela odio, corruzione,
gelosia e morte. Non è la campagna forse uno degli scenari preferiti
dalla C. per ambientare i suoi romanzi migliori? Questo è uno di quelli. |
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