|
| -
Fai o leggi le recensioni
sulle opere della regina del giallo
- |
| LIBRO |
Giorno
dei morti |
| AUTORE |
michelamazzon@virgilio.it |
| RECENSIONE |
Questo
romanzo inizia con la descrizione dei ricordi che alcuni personaggi
conservano della vittima. Si tratta di un approfondimento psicologico,
un flusso di coscienza che porta in superficie i cattivi pensieri
( ricorda cosi' vagamente il cinico romanzo " LO SCHERZO " di Kundera
). Un quesito, infatti, si affaccia alla nostra mente : chi sono
realmente le persone che ci circondano ? Cosa sappiamo di loro ?
Le abbiamo viste sempre con i nostri occhi ? O abbiamo loro incollato
addosso atteggiamenti e caratteristiche dettateci dagli altri ?
Si scoprono cosi' pensieri contrastanti, repressi dal subconscio.
Ci si rende conto di odiare chi si credeva di amare, e di provare
un vero, profondo, maturo amore per chi in realtà non credevamo
nemmeno stimare. E in questo modo che ognuno rivela la propria opinione
sulla vittima, Rosemary Merle, una donna bellissima e attraente,
ma decisamente stupida. Sono molti gli altarini che verranno scoperti
durante l'indagine, condotta con magistrali semplicità e chiarezza
dal colonnello Race e l' ispettore Kemp. Insieme riescono a mettere
in dubbio i valori presenti nelle famiglie 'in vista', guidati da
una sorta di pregiudizio e accorti nel riconoscere l' astuzia celata
da paura o indifferenza. Tutto cio' avviene sotto gli occhi ingenui
di Iris Merle, sorella della defunta, ora ereditiera del patrimonio
: il movente del delitto é infatti il tanto amato e odiato denaro.
E chi puo' aver ucciso una creatura come Rosemary, amata e stimata
da tutti, per ottenerlo ? E' questo il quesito su cui tutti si interrogano.
Comunque la Maestra del giallo non ci vuole parlare esclusivamente
di un omicidio, ci vuole fare riflettere su un argomento che a mio
avviso é sempre attuale : cosa vuol dire amare ? Siamo sicuri di
conoscere bene, fino in fondo la persona con cui viviamo da molti
anni ? E per quanto riguarda noi stessi, siamo sicuri di sapere
chi siamo e come reagiamo ? In questo caso, la conclusione é una
sola : nessuno conosce mai abbastanza chi ama, e ciascuno di noi,
non finisce mai di stupirsi di fronte a tutte le risorse insperate
del proprio carattere. Buona lettura!!
|
| LIBRO |
Un
messaggio dagli spiriti |
| AUTORE |
michelamazzon@virgilio.it |
| RECENSIONE |
Cari
amanti della maestra del giallo, non fatevi ingannare dal titolo:
qui i fantasmi c'entrano ben poco. Tutta la situazione ruota attorno
al tanto amato e detestato pettegolezzo. La storia e' ambientata
in un paesino inglese, in un freddo e nevoso inverno. E' li che
Violet Willett e la madre decidono di trascorrere l'inverno, lasciando
il tiepido sud Africa. Cio' crea un certo sgomento nella gente del
posto: perche' venire ad abitare in un paesino sperduto e per di
più in uno degli algidi inverni caratteristici dell' Inghilterra?
E cosi' nel bel mezzo di un venerdì pomeriggio, durante il
consuetudinario appuntamento per il tè, si viene a conoscenza
in un modo a dir poco bizzarro della morte del capitano Trevelyan.
Tutti stentano a crederlo, ma l'atroce verità verrà
confermata successivamente dal suo carissimo amico. Viene cosi'
avviata un'indagine di cui e' a capo il severo Narracott. All'inizio
il serio ispettore è piuttosto incerto sul da farsi: non
riesce a capire la situazione e le persone che ne sono coinvolte.
Ma la svolta non tarda ad arrivare, grazie a una ragazza di nome
Emily: è molto perspicace, testarda e molto scaltra. Sarà
infatti lei il detective vero e proprio del romanzo anche se in
veste non ufficiale. Infatti possiede qualità non indifferenti:
riesce a conquistare le persone più' scontrose e dirette dimostrando
cordialità e intraprendenza, le persone melliflue e insicure
usando una rassicurante dolcezza e convince le persone più' risolute
facendo appello al loro buon cuore e superba intelligenza. Non si
tratta perodi una superficiale arrivista: ha dei motivi pittosto
validi per scoprire l'assassino. Rimarrà infatti stupita
e disorientata quando lo scoprirà. A mio avviso Agatha Christie
in questo romanzo riesce a tenere vivo l'interesse del lettore grazie
alla curiosità suscitata dall'investigazione parallela. Quanto
al finale, mi ha lasciato piuttosto delusa. Forse dal titolo mi
aspettavo qualcosa di più' soprannaturale; potrebbe trattarsi semplicemente
della scelta del titolo italiano poco adeguata, oppure di una conclusione,
a mio avviso troppo semplicistica. Infatti la nostra regina del
giallo ha scritto altri romanzi talmente stupefacenti da lasciarci
senza parole alla conclusione
|
| LIBRO |
E'
un problema |
| AUTORE |
michelamazzon@virgilio.it |
| RECENSIONE |
Charles
Hayward conosce Sophia Leonides in Egitto. Sboccia subito un amore
il cui coronamento sarà ostacolato da due eventi: la guerra che
impegnerà Charles in Oriente e la morte del potente, forte e carismatico
nonno di Sophia, Aristides Leonides. Quest'ultimo è un importante
uomo d' affari miliardario greco, trapiantato a Londra, che grazie
alla sua affascinante personalità tiene unita la famiglia in un'immensa
tenuta, mantenendola nell' agio, soddisfacendo i bisogni dei propri
cari che apprezzano la sua magnaminità. Agatha Christie ci introduce
così in una famiglia benestante, felice, dove ogni membro è facilmente
avvolto dalle attenzioni del potente nonno. Chi non desidererebbe
vivere in un simile ambiente, in una campana di vetro dove è possibile
ottenere tutto senza alcuno sforzo? Ma questa realtà viene presto
smascherata. Le personalità, i pensieri profondi di ogni membro
della famiglia salgono in superficie solo durante l' indagine. Ed
ecco che si scoprono gli altarini: davanti al testamento e di fronte
all'omicidio del magnanime nonno, tutti esprimono i propri rancori,
le invidie, gli odii inespressi, convergendo così ad accusare una
persona in particolare. E'veramente lei l'artefice del delitto?
Sembrerebbe proprio di si. Ma Charles non ne è convinto. E' il suo
intuito che lo guida verso altre direzioni ( e fuorvia anche il
lettore...). Ma, in un primo momento si trova in un vicolo cieco,
confuso. E' così che entra in scena una bambina di dodici anni,
scaltra e intelligente che da delle valide indicazioni all'investigatore.
Ma, nonostante ciò, nessuno riesce a comprendere che la soluzione,
in realtà, è molto vicina. Gli eventi si susseguono, e si arriva
alla conclusione scontata per tutti, anzi, che tutti vogliono sia
quella giusta come se inconsciamente conoscessero una verità talmente
crudele da non poterla credere reale. Saranno due indizi volutamente
lasciati a portare in pochi minuti sulla giusta pista. E solo allora
verrà ammessa quella terribile, amara verità che è sempre stata
sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno ha mai voluto considerare.Anche
questa volta Agatha Christie ha creato un romanzo sorprendente:
va a scardinare i pregiudizi legati alle apparenze, legati alla
famiglia, legati alla ricchezza. Scavando dentro ciascun personaggio
porta alla luce gli aspetti e i sentimenti più "scomodi", che in
nome del rispetto e del perbenismo vengono repressi in un crescendo
che culminerà con la psicologia perversa e stupefacente dell'assassino.E'
come se volesse farci capire che, tutto ciò che riguarda le famiglie
comuni "succede anche nelle migliori famiglie". Direi che e' riuscita
nell'intento.
|
| LIBRO |
L'ammiraglio
alla deriva |
| AUTORE |
RaimondoMele@libero.it |
| RECENSIONE |
Un
appassionato di letteratura poliziesca dell'età d'oro, per quanta
familiarità possa avere raggiunto nutrendosi di atmosfere christiane,
legate alle tranquille ruralità in cui si muove l'intraprendente
Miss Marple e alle tenute Vittoriane che fanno da sfondo alle indagini
del Piccolo Belga, o di quelle attraverso le quali la Sayers descrive
i suoi Clubs esclusivi e i grandi alberghi fin du siècl in cui lord
Peter Wimsey è di casa, scrutando il prossimo attraverso il suo
monocolo e affettando modi tipicamente oxfordiani, non può dire
di essersi mai calato appieno nel più profondo, autentico, clima
britannico se non ha ancora letto quella piccola perla del suo genere
che è "L'Ammiraglio alla deriva" (The Floating Admiral - 1931).
Dodici scrittori membri del celebre Detection Club, associazione
di autori di romanzi polizieschi che ancora oggi in Inghilterra
annovera i migliori professionisti del genere, cimentandosi in questa
opera corale contribuiscono, ciascuno con una tessera del mosaico,
allo sviluppo della storia fornendo apporti che pur differenziandosi
per stile e tecnica raggiungono livelli di maestria egualmente alta.
Le regole stabilite in partenza sono soltanto due: ogni partecipante
dovrà scrivere il proprio capitolo avendo ben chiara la sua possibile
soluzione che per lealtà verrà consegnata in busta chiusa insieme
al manoscritto, ed inoltre ciascuno svilupperà la traccia che gli
verrà affidata dal suo predecessore in conformità con quanto è stato
presentato al lettore fino a quel momento. Insomma un testimone
che passa di mano in mano, dando vita ad un rompicapo dal sapore
più inglese di una tazza di tè verde e fumante sorbita con pasticcini
e tartine imburrate in uno dei saloni del Bertrand Hotel. Il fiume
Whin che scorre noncurante con le sue turbinose maree fa da sfondo
a questo dramma. Lungo una delle sue rive, a bordo di una barca
viene rinvenuto il cadavere del vecchio ammiraglio Penistone pugnalato
al cuore. Nel suo passato di vecchio marinaio un mistero infamante
non ancora del tutto chiarito, svoltosi nei lontani mari della Cina,
pone inquietanti interrogativi ai quali l'Ispettore Rudge, della
polizia di Contea, è chiamato a far luce. Un Vicario poco avvezzo
al giardinaggio che si trincera dietro ad un riserbo tutto sacrale,
un vecchio pescatore reticente, ex sottoufficiale di marina in pensione,
che alle prime ore dell'alba rinviene la vittima, la nipote dell'ammiraglio
che improvvisamente convola a improvvise quanto inopportune nozze
con un efficiente e risoluto uomo d'affari, il fratello di lei di
cui da anni la famiglia sembra non avere più notizie, un reporter
intraprendente ma troppo sensibile alla vista del sangue, un ex
funzionario della dogana distanziato in Cina , sono i personaggi
che fanno da sfondo a questo insolito omicidio fluviale in cui i
flussi delle maree hanno un ruolo determinante e la cui spiegazione
sembra da ricercarsi in parte nei lontani fatti di Hong Kong e in
parte nei più attuali misteri locali. Un ispettore di polizia, quello
che ci viene presentato, totalmente distante dalle solite figure
geniali e vanagloriose di tanti suoi colleghi letterari, che riunisce
in sé spiccate doti di intuito, in comune con la celebre zitella
di St. Mary Mead, unitamente ad una capacità di analizzare i fatti
ed elencarli ordinatamente, al pari di un Poirot di provincia, e
ad una pazienza e una umanità che non può non richiamare alla mente
per certi versi l'eroe di Simenon. In apertura una prefazione di
Doroty Sayers, in cui, oltre a argomentare sulla natura e gli scopi
del Detection Club, di cui lei stessa fu Presidente, si descrivono
le modalità di compilazione dell'opera e le regole stabilite, di
comune accordo tra gli autori per disciplinarla. Al termine dei
dodici capitoli seguono in appendice i diversi finali immaginati
da ciascun autore, con spiegazioni e interpretazioni diverse dei
fatti e degli indizi via via costruiti nell'arco dell'intera narrazione.
In coda a tutto il parere legale di un tecnico incaricato di disquisire
sulla validità di un testamento che potrebbe aver rivestito un ruolo
determinante su tutta la vicenda. Una bella gara d'investigazione
quindi tra professionisti di quella che si potrebbe chiamare "la
complessa arte del delitto".
|
| LIBRO |
E'
un problema |
| AUTORE |
caldarella2@interfree.it |
| RECENSIONE |
E'
uno dei romanzi che Agatha Christie considerava fra quelli a lei
più cari e meglio riusciti, pubblicato nel 1949. Si tratta
di un romanzo piuttosto originale, non solo nella scelta della soluzione,
ma anche nell'impostazione; è un libro che i lettori di gialli amano
molto poichè la trovata conclusiva dell'autrice, nonostante
provochi loro un certo disappunto iniziale, testimonia la sua lealtà
e genialità. E' possibile ipotizzare che lo spunto per la composizione
di questo romanzo sia stato fornito all'autrice dal ricordo di una
filastrocca infantile. La Christie ha più volte fatto ricorso
alle nursery rhymes nella creazione dei suoi gialli
(
Ten Little Indians, One, Two, Buckle my Shoe, Five Little Pigs,
A Pocket Full of Rye, Hickory, Dickory, Dock): in questi l'elemento
poliziesco e i versi di una filastrocca si uniscono in un felice
connubio. In Crooked House il motivo della filastrocca, piá volte
ripreso nel corso della narrazione, è il tema di fondo e contribuisce
a creare l'atmosfera di tutto il romanzo. La "casa deforme" della
filastrocca è nel libro un edificio piuttosto insolito, bizzarro,
anomalo: è il luogo ideale per ospitare le stranezze e i membri,
altrettanto curiosi, della famiglia Leonides. In questo romanzo
l'autrice sperimenta gli effetti di un omicidio all'interno di una
società chiusa, costituita da persone i cui destini sono legati
intimamente l'uno all'altro. Se la filastrocca è la cornice del
romanzo, l'organizzazione dell'intreccio ed il quadro vero e proprio
nascono da una fulminante idea di base, da un stratagemma iniziale
legato al personaggio colpevole. Agatha Christie si assicura di
scegliere quello che per tutto il romanzo il lettore non considera
mai come veramente appartenente alla cerchia dei sospettati. E'
veramente un libro giallo da leggere, originale, senza Poirot, senza
Miss Marple, senza una vera e propria indagine: il narratore è in
effetti uno pseudo-detective e le sue deduzioni errate, la sua detection
amatoria accompagnano quelle del lettore.
|
| LIBRO |
Corpi
al sole |
| AUTORE |
zezzag@libero.it
|
| RECENSIONE |
Corpi
al sole è uno dei libri più noti dell Christie, scritto nel
1941, probabilmente non vale la fama che ha.
Una lunga introduzione dei personaggi, una lunghissima indagine, estenuante
piá per noi che per Poirot, e una fine degna di Agatha, forte con
suspance anche se un po troppo irreale. Tenendo conto della prima
metà abbondante dell'opera (voto 4) e della seconda metà (voto 7 1/2)
penso di dare a questo libro voto 5 1/2.
Da leggere senza aspettarsi un opera tipo "Dieci piccoli indiani". |
| LIBRO |
Poirot
e la salma |
| AUTORE |
disco@netsys.it |
| RECENSIONE |
"
Poirot e la salma " , titolo originale dell'opera " The Hollow " cioè
La Cava. Quest'ultima è il nome del luogo in cui si svolge tutta la
storia; si tratta di una vecchia ed elegante villa che si trova nella
campagna inglese nei pressi di Londra. In questo romanzo la Christie
da grande importanza innanzi tutto alla descrizione dei personaggi
e dei luoghi. La Cava rappresenta la scena del delitto, una sorta
di palcoscenico dove si muovono tutti i personaggi che a loro volta
ne diventano anche gli attori. Infatti il delitto sembra una rappresentazione,
uno spettacolo teatrale e Poirot ( che in questo romanzo non ha molto
spazio ) ne diventa lo spettatore. Piá volte lui stesso ripete di
essere stato partecipe ad una messa in scena piuttosto che ad un delitto."gli
avevano preparato per gioco una scena del delitto". "Si vedeva benissimo
che era una mistificazione..era un corpo spettacolare" " poi c'erano
altri tre attori."La messa in scena era perfetta". Ma ben presto Poirot
capisce che non si tratta affatto di una farsa, ma di un altro misterioso
delitto. Inizialmente sembra essere un omicidio troppo " facile "poichè
sulla scena del delitto viene ritrovata una donna con in mano la pistola,
ma in realtà Poirot si trova faccia a faccia con un abile assassino.
Questo romanzo della Christie pubblicato nel 1946 deve parte della
sua fortuna allo studio psicologico molto approfondito dei personaggi
e soprattutto di alcuni di loro. Per esempio esemplare è la descrizione
di Henrietta, una scultrice, una donna dal carattere deciso e sicuro,
un'artista, una donna sensibile ed intelligente di cui anche Poirot
ne rimane affascinato
Poirot ammise effettivamente lei mi piace". Anche Lady Lucy Angkatell
risulta essere uno dei personaggi più coinvolgenti della vicenda.
Proprietaria insieme al marito Sir Henry Angkatell della residenza
La Cava è una donna ormai sull'età ma piena di energia e vitale, è
una donna intuitiva e molto decisa. Gerda invece è prima la moglie
di John Christow e poi la vedova. Il suo carattere impassibile e,
calmo sembra rimanere lo stesso anche dopo l'assassinio di suo marito.
Sembra essere vittima degli eventi, succube del marito e compatita
da tutti gli altri che la credono una donna fragile, non molto intelligente
e che vive all'ombra di John. Quest'ultimo è la vittima, ma la Christie
ci dice che anche dopo la sua morte sembra essere ancora vivo, i suoi
occhi sbarrati dopo essere stato colpito a morte sembrano ancora più
vivi, e la sua morte rende gli altri degli spettri, dei fantasmi.
In Poirot e la salma la descrizione fisica e caratteriale dei personaggi
è quasi l'unico indizio per scoprire l'assassino; infatti la parte
dinamica e investigativa è quasi nulla o perlomeno si basa quasi esclusivamente
sullo studio dei protagonisti ( a parte la ricerca del revolver ).
Ma nonostante la staticità del romanzo ( stessa scena, un solo omicidio,
comparsa di Poirot solo verso la fine..) rimane uno dei romanzi migliori
della Christie forse proprio grazie allo spessore dei personaggi e
alla sensazione che oltre ad un romanzo si sta per assistere ad una
rappresentazione teatrale. |
INDIETRO |
|
|